CAPITOLO IV OPERE DI SISTEMAZIONE DEL SUOLO Opere e tecniche per l'eliminazione delle acque superficiali e di quelle penetrate in più della quantità ottimale per la coltivazione delle piante Descritte le opere di stabilizzazione del terreno, e di difesa dalle inondazioni improvvise e violente, trattiamo della sistemazione, delle arature e dei lavori complementari. E' bene precisare che nell'impianto dei lavori di sistemazione in pianura, l'aratura a colmare rientra nei lavori di sistemazione. Sistemazione dei terreni in senso lato, non è solo il complesso dei lavori d'impianto, di livellazione, baulatura e affossatura, che regolano le acque superficiali, ma comprende tutte quelle operazioni complementari, che, eseguite secondo certi criteri, disciplinano anche le acque assorbite dal terreno. Naturalmente, dato il tipo dell'opera, non vogliamo trattare queste operazioni a sé stanti(esiste in proposito una vastissima bibliografia) ma nel contesto dell'argomento conduttore: difesa e sistemazione dei suoli. 113 Regolarizzazione superficiale del suolo La regolarizzazione superficiale del suolo e cioè la sua livellazione è in stretto legame con la realizzazione delle "unità di coltivazione". Per "unità di coltivazione" intendiamo un appezzamento di terreno indipendente dal punto di vista idraulico (e cioè dalle acque di scorrimento degli appezzamenti circostanti), delimitato dalla rete di affossatura capillare al fine di ricevere le sole acque zenitali. Prima di procedere alla livellazione dei terreni pianeggianti come di quelli collinari, occorre esaminare se la rete di affossatura capillare esiste e, dove esiste, se sia funzionale. La delimitazione delle linee dei fossi è il punto più delicato della sistemazione. Terreni pianeggianti pur trovandosi a quote altimetriche alte rispetto al fosso principale, per mancanza di affossatura capillare e per particolari condizioni di giacitura (ad esempio terreni concati), risentono gravemente d'eccesso d'umidità. Occorre studiare le diverse pendenze, quando la linea d'impluvio non è immediatamente visibile, in modo da individuare la pendenza prevalente per una determinata estensione di terreno e livellare in conseguenza in modo 114 da dare al terreno inclinazione uniforme fino alla predeterminata linea d'impluvio dove verrà aperto il fosso di valle. Quando le pendenze sono accentuate e ben visibili occorre delimitare le linee dei fossi in modo da ottenere se possibile unità di coltivazione a figure rettangolari. La figura geometrica rettangolare incontra limiti nella economia degli spostamenti di terreno e nell'impossibilità di deviare generalmente il percorso di fossi importanti. L'uniformità di pendenza oltre che per evitare i ristagni delle acque, è di particolare importanza per l'irrigazione a scorrimento. Se la falda collinare è molto lunga, occorrerà impedire il provocarsi d'erosioni, suddividendo la falda in diverse unità con fossi permanenti lungo diverse curve di livello. Il fosso di valle dell'unità superiore sarà in questo caso contemporaneamente il fosso di guardia dell'unità sottostante. Questi fossi possono essere sostituiti da stradine leggermente incassate ad una sola pendenza del tutto eguali alle difese – terrazzi sopra descritte; su queste stradine le acque si allargano. Se è necessario modificare le pendenze degli appezzamenti di terreno, il fosso laterale di una unità può divenire contemporaneamente il fosso di valle dell'unità confinante. 115 Nella prima livellazione del suolo si possono spianare con la ruspa a sollevamento idraulico, protuberanze o riempire vuoti, spostando terreno in modo da dare all'unità di coltivazione una figura il più possibile rettangolare e a pendenza uniforme. La seconda livellazione di perfezionamento viene realizzata dalle livellatrici dotate di larghe lame autolivellanti, che compiono spostamenti verticali di piccola entità, 10-15 cm, capaci di livellare anche 11-20 ettari al giorno. Sono stati introdotti recentemente denti applicabili alle lame ed in questa circostanza le livellatrici operano contemporaneamente alla livellazione l'operazione di erpicatura. Prima di procedere alla descrizione dei fossi, esaminiamo due casi pratici di irregolarità di giacitura. 116 Fig. 35. - Regolazione della linea d'impluvio (o fosso di guardia)delle acque di monte in funzione della livellazione della valle e della disciplina delle acque di scorrimento. 117 I - Fosso in disuso. Un fosso che non viene regolarmente mantenuto,con l'andare degli anni si ostruisce e si solleva rispetto al piano di campagna. Al verificarsi di una pioggia violenta straripa. Le acque, terminata la pioggia, non riescono a superare di nuovo l'argine e formano un secondo percorso, che in alcuni casi opportunamente rettificato, può essere la sede del nuovo fosso. Gli argini del vecchio fosso vanno spianati altrimenti si creeranno ristagni e perdite di terreno coltivabile. La livellazione in questo caso dovrà essere fatta in modo che le acque trovino facile uscita nel nuovo fosso. II - Mancanza o irregolarità del fossetto di guardia. Valli circondate da pendici collinari a forte pendenza per mancanza o irregolarità del fosso di guardia (cioè di protezione dalle acque di monte) sono attraversate in più punti da fossati erosi in modo così disordinato da rendere estremamente difficoltosa e poco redditizia la coltivazione. La regolarizzazione superficiale del terreno comporta la contemporanea apertura del fosso di guardia e dei fossi raccoglitori. Regola generale è che i fossi raccoglitori corrano lungo i limiti esterni del campo e nel mezzo del campo solo lo stretto numero necessario e ciò avviene quando il campo 118 si estende centinaia di metri in lunghezza. Fig. 36. - Insieme di unità di coltivazione. Il fosso 1 è quello di monte del gruppo di unità di coltivazione. Notare che ogni unità di coltivazione ha il proprio fosso di monte, che contemporaneamente è fosso di valle dell'unità che lo sovrasta (esempio, il fosso 2 è quello di monte dell'unità E, e nello stesso tempo, di valle delle unità A, B, C e D). Le frecce rappresentano schematicamente la pendenza prevalente. 119 Criteri di sistemazione per i terreni in pianura Nelle pianure alluvionali, per la ricerca della direzione prevalente di massima pendenza, è a volte necessario adoperare gli strumenti specifici. Si verifica, in alcune pianure vallive, che, col succedersi delle inondazioni nel corso dei millenni, i materiali più grossolani vengono a depositarsi nei pressi del letto del fiume e, via, via più lontano, quelli esigui. In tal caso, il terreno penderà verso i limiti esterni della valle, la rete capillare di affossatura sarà sistemata secondo la reale pendenza del terreno e cioè in direzione opposta al fiume, mentre i collettori principali vanno aperti in contro pendenza per portare le acque più a valle, nel fiume. In pianura, realizzata la livellazione superficiale, occorre dare ai terreni una curvatura artificiale, giacché la sola pendenza naturale non è sempre sufficiente a portare l'acqua dei campi ai fossi e ai canali principali. I terreni vengono arati a colmare a prese baulate larghe circa 20 metri e con leggera inclinazione delle ali in modo da rendere agevoli le operazioni delle macchine agricole. 120 I fondi fra presa e presa sono piccoli fossi che per ricevere l'acqua penetrata vanno riaperti ad ogni lavorazione ed approfonditi più del piano di lavorazione per evitare ristagni sottosuperficiali; se la roccia sottostante allo strato umifero è sabbia o breccia, il drenaggio è automatico e non serve l’affossatura capillare; diversamente se lo strato terroso si appoggia su roccia impermeabile l’affossatura capillare è indispensabile. La sistemazione cosiddetta alla "padovana" e cioè a presoni larghi molto più di 20 metri ed arati trasversalmente comporta un radicale e permanente mutamento di giacitura dei terreni. I vantaggi che questa sistemazione offre stanno nella permanenza della curvatura del terreno, per cui una volta data quell'inclinazione alle due ali del presone, le arature vengono realizzate nella maniera più semplice in piano e non più a colmare e a scolmare. I fossetti laterali che in questo caso diventano di testata rispetto alla direzione d'aratura diminuiscono nel numero per unità di superficie e più facilmente si mantengono in efficienza. L'impiego delle ruspe e delle livellatrici ha abbassato notevolmente il costo d'impianto di questa sistemazione che un tempo veniva realizzata a mano e con gli animali. 121 L'inclinazione delle ali per la perfezione del lavoro conseguibile dalle moderne livellatrici può essere minima, cioè dell'1-2 per cento; si riduce in tal modo anche lo spostamento di terreno per la colmatura della parte centrale del presone. Infine è facilitata nei periodi di siccità l'irrigazione a scorrimento. La capezzagna e cioè la striscia di terreno necessaria per le curvature, che in collina viene lavorata separatamente e a giro, in pianura è consigliabile lasciarla soda per facilitare la realizzazione e la manutenzione degli attraversamenti e consentire più facilmente la viabilità in qualsiasi periodo dell'anno. Ad essa viene data una leggera pendenza con la ruspa in modo che, non sostandovi l'acqua, cessata la pioggia, sia più facilmente assicurato il transito. La larghezza della capezzagna deve essere quella minima per permettere alle trattrici e agli altri mezzi meccanici di poter girare. Per determinati terreni e per determinate colture, ad esempio prati pluriennali, la larghezza delle prese di 10 metri può ovviare all'inconveniente di approfondire la rete di affossatura, e ciò rappresenta un vantaggio non indifferente quando il franco di coltivazione è minimo. L'obiettivo fondamentale della sistemazione è che tutta la rete di affossatura abbia una quota di pendenza tale da 122 permettere alle acque superficiali, e almeno a parte di quelle penetrate, di giungere ai fossi maestri. Gli attraversamenti dai fondi o fossetti delle prese al fosso principale attraverso la capezzagna di valle, si realizzano a tubi di cemento o di plastica interrati, oppure a "passo rovescio". Fig. 37.Sistemazione alla “padovana”. Notare le arature trasversali. 123 Fig. 38a. - A parità di inclinazione delle ali, il fossetto è tanto più profondo quanto maggiore è la larghezza della presa. Nel disegno schematico 1 è rappresentato un fossetto con prese a 10 metri, tenendo conto che l'inclinazione è del 4%, il punto A è a 20 cm di profondità rispetto al piano campagna. Raddoppiando la larghezza della presa, il punto B nel disegno 2 viene ad essere a 40 cm di profondità rispetto al piano campagna. Nel primo caso lo sbocco può essere realizzato semplicemente a passo rovescio per ogni 6-8 prese. Nel secondo caso, per ogni fosso correrà un attraversamento con tubi in cemento o in plastica. 124 Fig. 38b. -La sistemazione a prese larghe 10 metri presenta i seguenti svantaggi: difficoltà di mantenimento della giusta baulatura per i terreni tenaci che necessitano di arature profonde, difficoltà per le operazioni meccaniche. Nelle zone dove la natura del terreno permette l'aratura poco profonda, presenta il notevole vantaggio, per i terreni con scarso franco di coltivazione, di non dover approfondire la rete di affossatura. 125 Fig. 39. Ortaggi con incannucciate che aumentano notevolmente la produttività dei piccoli campi coltivati ad ortaggi rispetto alle coltivazioni a pieno campo. 126 Fig. 40. -Dal fosso di monte (o fosso di guardia) aperto a difesa lungo la linea d'impluvio hanno origine due fossi raccoglitori che attraversano la valle. 127 AFFOSSATURA CAPILLARE L'apertura e la manutenzione dei canali e dei fossi consorziali si è sviluppata enormemente in questi ultimi decenni grazie all'apparire delle benne meccaniche, che hanno ridotto notevolmente i costi della mano d'opera, e grazie agli interventi dei Consorsi di bonifica. Diversamente l'affossatura capillare,compito precipuo del privato, è stata in molti casi trascurata e devastata, perché gli agricoltori non si sono adeguati in questo campo alle moderne tecniche e non hanno usufruito generalmente dei moderni mezzi meccanici. La rete capillare è costituita dai tre fossi della sistemazione: fosso di guardia, fossi raccoglitori, fosso di valle. Fosso di guardia Il fosso di guardia deve impedire l'ingresso delle acque provenienti da monte nell'unità di coltivazione. Può essere aperto facendo un solco a buttar fuori con l'aratro. La livelletta a lama posteriore inclinabile e autooscillante compie un lavoro prezioso di ripulitura del solco dalle zolle e di risagomatura della parete del fosso. Inclinando convenientemente la lama può essere ampliata la 128 sezione del fosso. Nel tracciare il fosso, nel segnare cioè la linea dove questo scorrerà, approfondendo appena il vomere, si può constatare che occorreranno spostamenti di terreno per dare al fosso un andamento di leggera pendenza uniforme e di sufficiente larghezza tra i punti dove s'intersecano i fossi raccoglitori. Il fosso di guardia può essere sostituito da una difesa; in questo caso la sezione del fosso diviene amplissima e le acque possono spagliarsi su tutto il piano di difesa, che può fungere anche da stradina. Fossi raccoglitori I fossi raccoglitori conducono a valle le acque di monte raccolte dal fosso di guardia, corrono lungo la pendenza del terreno e quindi debbono essere protetti dalle eventuali erosioni. Fosso di valle Il fosso di valle raccoglie le acque di sgrondo dell'unità di coltivazione e sbocca in un fosso raccoglitore o in un fosso principale. Evidentemente nella successione di più 129 unità contigue, esso ha la funzione di fosso di guardia per l'unità sottostante. Dovendo raccogliere almeno in parte le acque scolate e cioè le acque che giungono sul piano di fondo dello strato lavorato, esso deve essere leggermente più profondo della profondità di lavorazione. Per l'apertura della rete capillare, possono essere impiegati anche moderni scavafossi rotativi e a benna. Fig. 41. - Apertura di un fosso. Via delle acque Oltre alla tradizionale sezione trapezoidale, ai fossi può essere data con la ruspa una larghissima sezione ad ampio svasamento in modo che le acque spaglino, come se scorressero in golene, e in modo che il fosso possa essere facilmente attraversato dai mezzi meccanici senza essere danneggiato. Deve essere particolarmente curato 130 l'inerbimento; la falciatura della sede del fosso diviene operazione semplice ed economica. Questa sezione è particolarmente consigliabile per i fossi raccoglitori, poiché con piccole opere trasversali, molto economiche dove esistono pietre o piante, si può impedire l'erosione. Negli Stati Uniti vengono denominate "water ways", queste vie lungo le quali le acque scorrono spagliando. Impluvi naturali Gli impluvi naturali di una certa entità vanno assolutamente rispettati. Arando, poiché il fosso di valle (in questo caso assimilabile ad una "via delle acque" naturale) è normale o quasi alla direzione delle prese, basta alzare l'aratro per la larghezza della striscia, che deve rimanere soda. E' opportuno regolarizzare questa striscia con strumenti idonei: ruspa, livellatrice, attrezzi a mano, in modo che lo scorrimento delle acque sia regolare, e che l'inerbimento sia il più possibile completo. La buona conservazione di queste larghe strisce dove le acque debbono spagliare, dipende dalla regolarità e dall'inerbimento. 131 Attraversamenti Gli attraversamenti dei fossi e delle linee di scorrimento delle acque si possono realizzare o con larghissimi "passi rovesci", cunette a pareti larghe metri e leggermente inclinate che permettono il transito nel periodo di maggior lavoro agricolo, o con tubi. Il "passo rovescio" rivestito con pietrame, nel modo più rustico e più economico possibile, o il ponticello in tubi di cemento e di plastica rendono attraversabili i fossi, permanentemente. Realizzando il ponticello in tubi, oltre alle osservazioni fatte sopra per gli attraversamenti delle difese, occorre poggiare sopra il tubo un notevole spessore di terra in modo che un carico pesante non incrini il tubo. Gli attraversamenti vanno preordinati accuratamente per evitare, come spesso avviene, che per attraversare un fosso lo si danneggia. I fossi debbono essere permanenti ed efficienti anche in estate. Fossi in tubi Se il fosso deve attraversare un terreno molto erodibile o addirittura sabbioso, unica soluzione possibile è di usare tubi di diametro corrispondente alla sezione del fosso. L'esperienza dimostra che mettendoli bene in opera, 132 questi tubi (valgono qui i criteri su esposti nel capitolo dei discendenti) resistono alle intemperie. Il sistema dei tubi anche se più costoso all'impianto, è più economico del fatto di dover rifare il fosso più volte, ed evita il danno che la distruzione del fosso tradizionale procura. Tecniche di drenaggio sotterraneo L'assorbimento delle acque superficiali - piovane e/o risorgive - e l'assorbimento di quelle penetrate nello strato lavorato in più della quantità necessaria ad avvolgere i grumi di terra come un velo, lasciando gli interspazi per la respirazione delle piante coltivate, si ottiene oltre che con la realizzazione della rete delle scoline e dei fossi capillari, con diverse tecniche di drenaggio: le tecniche di drenaggio sono indispensabili per le acque risorgive. Le più antiche consistono nell'apertura di vere e proprie trincee parallele ed a spina che conducono le acque ad una trincea principale rettilinea e quasi perpendicolare alle precedenti che sbocca in un fosso o in un corso d'acqua; le dimensioni di queste trincee variano da una larghezza di 70 - 100 cm per una profondità variabile da un 133 minimo di 50 cm sotto il piano di lavorazione e cioè sotto lo strato lavorabile con l'aratro o con il ripper. Queste trincee hanno quindi una profondità complessiva media di 100 cm rispetto al piano di campagna. Di questi 100 cm, la metà circa va riempita con pezzame grossolano, come ad Fig. 42. Esempio di tubo aspirato in pvc per il drenaggio sotterraneo; la figura è tratta dal testo "Drenaggio Tubolare" della collana Tecnica in campo curata da Roberto Bartolini edito dalla Ed/agricole nel 1989. 134 Esempio nel Lazio dove abbonda pezzame di roccia tufacea o pozzolanica, e gli ultimi 5 - 10 cm con materiale permeabile più fine come breccino e sabbia e sopra si riporta il terreno lavorabile che precedentemente era stato scansato ai lati dalla benna del braccio rovescio montato sul lato posteriore della pala meccanica cingolata o a ruote gommate. Se il terreno è in parte impaludato a causa delle risorgive è preferibile l'impiego di pale cingolate. Da qualche decennio si usa affogare in queste trincee tubazioni specifiche spiralate con numerosi fori ed avvolte da una guaina costruita con fibra di noce di cocco. Mentre il sistema di drenaggio antico col passare degli anni si guasta perché il piano di lavorazione tende ad impermeabilizzarsi, l'acqua non filtra e quindi per drenare occorre riaprire le trincee; con l'aggiunta delle tubazioni specifiche sopramenzionate, la durata del drenaggio è notevolmente superiore. La tecnica più recente di drenaggio dei terreni coltivati consigliabile per appezzamenti di terreno pianeggiante molto estesi, consiste nella messa in opera alla profondità desiderata di una tubazione da drenaggio 135 Fig.43. Posadreni a catenaria in azione dal testo "Drenaggio Tubolare" Ed/agricole Dic. 1989. Mediante un porta attrezzi con sopra un rotolo grande della suddetta tubazione in PVC collegata ad un ripper monodente trainato da un trattore di grande potenza. 136 Prima della messa in opera di tali tubazioni di diametro da 80 cm, 100 cm ed anche 120 cm, è consigliabile la livellazione perfetta dei campi con pendenze prestabilite dell'uno o due percento, od anche meno a seconda del tipo di terreno che si vuol drenare. Tali livellazioni vengono eseguite con livellatrici dotate di raggi laser che mantengono automaticamente la pendenza desiderata. Esistono anche porta attrezzi con rotoloni di tubazione da drenaggio muniti di raggi laser che infilano le tubazioni a profondità e pendenza costanti. Tutti i sistemi di drenaggio sotterraneo indispensabili dove esistono risorgive, alternativi alle tradizionali sistemazioni dei terreni con le lunghe scoline e l'affossatura capillare, anche se costosi all'impianto, fanno conseguire diversi vantaggi: eliminano le scoline 1, aumentano la superficie coltivabile, permettono le lavorazioni in piano senza più baulature ed eliminano le acque che spesso sostano nelle scoline dopo che è cessata la pioggia, evitando così il formarsi di insetti dannosi alle piante coltivate ed all'uomo. 137 Fig. 44. Elenco di ditte specializzate nella realizzazione di impianti di drenaggio tubolare Schemi di impianto di drenaggio da il testo "drenaggio Tubolare" Ed/agricole Dic. 1989. (1) Le scoline sono i fossi laterali dei diversi tipi di prese baulate. 138 CRITERI DI SISTEMAZIONE COLLINARE Premesso che tutto ciò che è stato detto sull'affossatura capillare può essere applicato anche ai terreni collinari a leggera pendenza, passiamo a trattare i diversi sistemi d'aratura in collina. Con riferimento al grado di inclinazione e di erodibilità, i terreni collinari possiamo suddividerli in tre categorie: terreni molto acclivi con pendenze superiori al 23-25 per cento, terreni acclivi con pendenza compresa tra il 15 e il 30 per cento e terreni mediamente acclivi con pendenze inferiori. La destinazione colturale dei terreni molto acclivi è il bosco ed il prato stabile, in modo da evitare le colture in rotazione (eccettuati casi specifici di cui diremo appresso) ed ottenere la stabilizzazione del terreno per effetto della vegetazione permanente. Anche in questo caso i terreni, specie quelli che sono stati lavorati in maniera indiscriminata per colture in rotazione e poi lasciati incolti, necessitano di un minimo di opere di stabilizzazione (difese distanziate pag. 46). Quando specifiche ragioni ecologiche, o semplicemente ragioni soggettive consigliassero l'impianto di colture arboree specializzate pregiate o di colture in rotazione, 139 bisogna cambiare radicalmente conformazione e giacitura delle pendici, realizzando un terrazzamento a difese ravvicinate, come descritto nei paragrafi precedenti delle difese – terrazzi, nel capitolo “Tecniche di difesa del suolo di monte” : in tal modo s'interrompe la lunghezza e la velocità di discesa delle acque di scorrimento lungo le pendici collinari. Nei terreni molto acclivi si debbono lavorare le sole sedi delle difese, lasciando lungo la linea d'intersezione tra la scarpata di monte e la sede della difesa sufficiente spazio, protetto e inerbito, per lo scorrimento delle acque e lasciando le scarpate tra difesa e difesa a prato stabile. Fig. 45. - Falda collinare stabilizzata con l'apertura di una serie di difese. 140 Lavorazione delle difese Le "difese" in pratica risultano terreni pianeggianti: la lavorazione, a cominciare dall’aratura, non presenta difficoltà. E' da ricordare che, al momento della realizzazione di un sistema di difese, proprio ai fini della lavorazione e delle altre operazioni meccaniche, i raccordi vanno fatti a curve a gomito sufficientemente ampie per il transito dei mezzi meccanici. La sede della difesa si ara ad una sola mano dall'esterno verso l'interno e cioè "a gettar fuori". Il primo solco va fatto in direzione inversa, "a gettar dentro" per impedire la caduta della terra lungo la scarpata (è il solco di spalla). Il secondo solco richiude il primo. Arando con polivomeri, i primi due percorsi si sovrappongono sul ciglio della difesa. Arando dall'esterno verso l'interno si accentua la contropendenza e ciò è bene entro certi limiti. Occorre fare attenzione per non danneggiare gli attraversamenti e i passi rovesci. Accentuandosi la contropendenza, si può arare in direzione inversa e cioè dall'interno all'esterno, mantenendo la contropendenza. 141 Fig. 47.- Falda collinare interrotta da una serie di difese viste in sezione. 142 Terreni acclivi Per i terreni acclivi, prima diamo un cenno delle sistemazioni tradizionali, poi descriveremo la soluzione sistematoria, che per i nostri terreni e per il miglior uso delle ruspe e delle livellatrici e per la semplicità d'attuazione ci appare la migliore. Sistemazione a giropoggio I solchi vengono aperti in direzione leggermente inclinata (1-2%) rispetto alle curve di livello. I fossi a monte e a valle sono scavati paralleli ai solchi con eguale dislivello verticale fra loro. L'acqua raccolta nei fossi viene convogliata verso un borro o un torrente ed in tal caso le fosse pendono tutte in un unico senso. Ma l'acqua può anche essere condotta a valle facendola serpeggiare. Nella sistemazione a giropoggio quando la pendenza del terreno supera l'8% occorre rovesciare il terreno a valle ed allora è inevitabile il formarsi del greppo, mentre il campo tende a diventare orizzontale. E' consigliabile limitare l'innalzamento del ciglione sospendendo ad un certo punto il rovesciamento 143 della fetta a valle ed adottando invece il rovesciamento alternato a "monte e a valle". Per quanto si riferisce alle sistemazioni "a spina" e a "cavalcapoggio", mentre riconosciamo la loro bontà tecnica ed il contributo dato allo sviluppo dell'agricoltura italiana nei tempi passati,riteniamo che il loro fortissimo costo di impostazione e di manutenzione ne abbia decretato una fine immediata e precoce. Sistemazione a difese-terrazzi Non siamo propensi alle sistemazioni tradizionali perché troppo complesse e costose,oltre che ricche di fosse aperte. Queste, oltre a costituire un ostacolo all'attraversamento dei mezzi meccanici, sono soggette al ruscellamento e all'erosione, quando seguono la direzione di pendenza, o all'interramento, se seguono la direzione delle curve di livello. In ogni caso sono facilmente distruggibili con la semplice lavorazione del terreno. Otteniamo la suddivisione delle acque ed il loro rallentamento con l'apertura di difese leggermente inclinate rispetto alle curve di livello e distanziate in rapporto all'erodibilità del terreno e all'inclinazione 144 della falda. Possono essere realizzate in collegamento tra loro e con le eventuali briglie ed allora sarà necessario l'intervento del tecnico, oppure indipendenti, nel qual caso sarà sufficiente seguire le modalità descritte nella parte: "Opere di difesa e stabilizzazione del suolo". Le sedi delle difese, funzionando da fossi ed eventualmente da stradine, sarà bene lasciarle sode, mentre le fasce tra difesa e difesa si arano a girapoggio ed anche a ritocchino. L'aratura a ritocchino od obliqua rispetto alla direzione di pendenza è sempre possibile se si constata che per fasce sufficientemente larghe non si verifica ruscellamento; in questo caso le difese possono servire da capezzagne, con l'evidente vantaggio di eliminare il pericolo di curvare su terreno inclinato. Le sedi delle difese diversamente dalle onde del "contour" americano formano piani inclinati, dove le acque scorrono spagliandosi nei momenti di piovosità intensa senza possibilità di ristagno a pioggia cessata. L'aratura a giropoggio viene fatta ad una sola mano con ritorno a vuoto, alternativamente "a buttar fuori" verso valle e a "buttar dentro" verso monte, in modo che le fasce lavorate degradino fino ai piani delle difese senza soluzione di continuità. La manutenzione delle difese consisterà nel mantenere 145 il piano inclinato a giusta pendenza, 4-6%, con passaggi di ruspa o di livellatrice e nel mantenere aperta e sgombra da eventuali depositi di terra e arbusti la striscia d'intersezione dove si convogliano le acque che trovano esodo nei pozzetti, nel modo descritto al paragrafo pozzetti. (pg. 59,61 ) Fig. 47. - Pianta di sistemazione a difese raccordate. Notare come le difese possono funzionare da strade. 146 Fig. 48. - Difese raccordate. Fig. 49. - Sistemazione a difesa: nel I disegno la sede della difesa, eccettuata la striscia lungo la linea d'impluvio, è lavorata. Nel II disegno non è lavorata; in questo caso oltre che da fosso, essa funziona da stradina. 147 Terreni a leggera pendenza La direzione di aratura è generalmente quella della massima pendenza. Il primo solco o il primo percorso, se si tratta di un polivomero, va fatto rettilineo appoggiandosi ad una linea predeterminata che può essere un confine laterale dell'unità di coltivazione, quando questo è situato lungo la direzione di pendenza. Il confine laterale può anche essere dato da un fosso raccoglitore ancora da realizzarsi; in questo caso lo si aprirà lungo la direzione di massima pendenza del terreno e ad esso si appoggeranno tutti gli altri solchi rettilinei e paralleli al primo.Se all'altro estremo naturale del campo resterà un triangolo, conviene accorciare il percorso d'aratura ad ogni passaggio e mantenere il parallelismo dei solchi. La rettilineità e il parallelismo lungo la direzione di pendenza del terreno facilitano lo sgrondo delle acque penetrate in eccesso lungo il piano di fondo. Il piano di fondo è il piano che divide lo strato lavorato da quello non lavorato. Da quanto sopra esposto,è evidente che la pendenza del terreno debba essere leggera, tale che, per evitare scarracciamenti sia sufficiente la realizzazione dell'affossatura capillare. 148 CENNI SULLA LAVORAZIONE DEL TERRENO Profondità d'aratura In collina come in pianura la profondità d'aratura costituisce argomento molto delicato sul quale non si possono dare regole fisse, ma solo criteri che l'esperienza e il buon senso possono poi avvalorare. L'approfondimento dell'aratura, che si è diffuso con l'introduzione delle trattrici, ha provocato nei terreni il grande vantaggio della rottura del crostone di lavorazione. Le arature superficiali fatte dagli animali sempre alla medesima profondità, col passare dei secoli e degli anni avevano causato un forte indurimento del piano di lavorazione (crostone di lavorazione), tale da non permettere l'approfondimento dell'acqua e delle radici. Lo svantaggio dell'aratura profonda è quello di portare in superficie materiale terroso misto a roccia non fertile, svantaggio che può tuttavia essere eliminato con gli strumenti discissori(4). Non sono consigliabili così gli scassi con gli "aratri rovesciatori" specie nei terreni dove lo strato di terreno umifero è scarso, se non per ragioni particolari (l'impianto di frutteti). Sarà molto 149 utile, in questo caso, anzi quasi indispensabile, una buona concimazione organica. Arature poco profonde in quei terreni non molto tenaci, e cioè a basso tenore d'argilla,accompagnate da tillerature (particolari erpicature compiute da erpici forniti di denti che lavorano a sollevare) che riescono effettivamente ad incidere il piano di fondo ed a formare un tutt'uno soffice ed areato tra i due strati divisi dal piano di fondo, fanno conseguire diversi vantaggi. Primo, economia dei costi d'aratura in quanto si possono usare polivomeri; secondo, si mantiene in superficie il terreno batteriologicamente più dotato. (4) Gli strumenti discissori smuovono il terreno in profondità senza portarlo in superficie, come avviene con gli aratri rovesciatori. Sono formati da un porta-attrezzi trasversale al quale sono attaccati organi a dente, molto robusti, a varia forma, a vanga disposta a piatto, a cuneo, a coltello, a lancia. L'aratro talpa e il ripuntatore sono aratri misti discissori e rovesciatori: sino a 20 cm rovesciano la terra, sino a 50 cm e oltre la fessurano in modo da realizzare un'efficace azione di sgrondo e favorire la penetrazione dell'apparato radicale. Gli estirpatori e scarificatori provocano esclusivamente un'azione di rottura e spaccatura degli strati profondi. Hanno inoltre la funzione comune agli erpici a denti, di ripulire il terreno portando in superficie pietre e ceppaie. Se non si riesce a realizzare una regolarità del piano di fondo tale da permettere lo sgrondo lungo di esso delle acque penetrate in eccesso, la zollosità e la frattura meccanica degli strati profondi, possono far conseguire un analogo risultato di drenaggio. 150 Rippatura dei terreni La rippatura e la letamazione dei terreni possono essere considerate operazioni di sistemazione dei terreni perché aumentano la capacità d'imbibizione dello strato lavorato e riducono notevolmente la forza erosiva dell'acqua piovana che è maggiore nei terreni poveri di sostanza organica e nei terreni che si bagnano eccessivamente perché l'acqua piovana non riesce a penetrare al di sotto della suola o crostone di lavorazione, cioè il piano impermeabile che si forma a 30 o 40 cm di profondità dopo ripetute arature alle stesse profondità. Con la rippatura si ha la fenditura del crostone di lavorazione formatosi negli anni precedenti e dello strato semiroccioso sottostante. Nel periodo estivo dopo la raccolta dei prodotti seminati l'anno precedente, nella rotazione biennale praticata normalmente, prima della semina del grano, l'aratura profonda ad un vomere detta anche scasso o semiscasso a seconda della profondità, negli ultimi anni è stata sostituita dalla rippatura. La rippatura è una lavorazione del terreno che rispetto alla tradizionale aratura profonda presenta il seguente vantaggio:mentre con il vomere dell'aratro,specie d'estate, 151 quando il terreno è secco, si ha il rovesciamento della zolla con l'inconveniente di portare in superficie la terra meno fertile ed in profondità,quella più fertile,con la rippatura si rompe il crostone di lavorazione smuovendo gli strati profondi del terreno e gli strati semirocciosi sottostanti, ed il ripper incide al di sotto del crostone di lavorazione senza rovesciare la zolla e lasciando il terreno più fertile in superficie; occorre tuttavia compiere un'aratura poco profonda con aratri polivomeri per eliminare i semi delle erbe infestanti e per areare meglio lo strato lavorato,in particolare per l’agricoltura biologica. La rippatura può essere considerata una tecnica di riduzione, ed in certe annate non particolarmente piovose, di eliminazione dell'erosione dei terreni in pendenza perché aumenta notevolmente la capacità di assorbimento dell'acqua piovana da parte del terreno senza causare eccesso d'imbibizione; infatti solo quando il terreno si bagna eccessivamente non è più resistente al trascinamento a valle e scivola in basso formando le erosioni capillari. (1) Con il ripper a 1 - 2 o più denti non si ha il rovesciamento dello strato lavorato, ma solo la fenditura che con denti profondi scalfisce anche il crostone di lavorazione. 152 Letamazione Il lavoro di letamazione consiste nel prelevare dalle concimaie il letame maturo(1), trasportarlo e spargerlo sui campi. Il letame maturo si ottiene depositando le deiezioni degli animali mischiate a paglia nella concimaia per un periodo di circa un anno in modo da ottenere la macerazione della paglia: è prassi normale dividere la concimaia in due parti in modo da evitare che il letame fresco venga sovrapposto sul letame precedentemente depositato. In periodi distanziati di un anno il mucchio più vecchio viene prelevato e depositato sui campi mentre si seguita a riempire la parte che verrà prelevata l'anno successivo. Se la piovosità è scarsa, per accelerare la maturazione è opportuno innaffiare con zampilli d'acqua artificiali. Per il prelievo, il caricamento e la distribuzione sui campi esistono imprese di contoterzisti che effettuano questi lavori, a meno che la stessa impresa di allevamento è di tale ampiezza da essere attrezzata per proprio conto: gli attrezzi necessari sono un trattore gommato fornito di braccio rovescio con apposita benna a denti lunghi e rimorchi specifici dotati di attrezzi per la triturazione e lo spandimento a distanza dello stesso letame. 153 La letamazione è quasi indispensabile per quei terreni dai quali è stato asportato il manto superficiale umifero, a causa di lavori di livellazione o per la realizzazione di terrazzi. Inoltre, i terreni collinari in declivio, con le letamazioni periodiche e con le rippature, acquistano capacità di assorbimento dell'acqua piovana negli strati profondi e riducendosi così lo scorrimento delle acque superficiali, diventano molto meno erodibili rispetto ai terreni lavorati ad eguale pendenza ma non letamati e non rippati. Inoltre, tutti i terreni ben sistemati e letamati aumentano notevolmente la capacità produttiva in maniera naturale e non dannosa per la salute umana come può avvenire per l'aumento della produttività dovuto ad eccesso di concimazione chimica. (1) Il letame maturo è formato dalle deiezioni di mucche o cavalli o pecore, miste a paglia e depositate nelle concimaie per un periodo non inferiore all'anno. Lavori complementari Con i lavori complementari si rompono le zolle rimaste dopo l'aratura; il terreno in superficie non deve essere sminuzzato eccessivamente. Lo sminuzzamento superficiale 154 delle particelle del terreno provoca la crosta, sulla quale l'acqua comincerà a scorrere provocando erosioni senza poter penetrare. Diversamente, lasciando in superficie zollette di una certa consistenza, queste resisteranno alla forza disgregatrice della pioggia, almeno per il breve periodo in cui si saranno sufficientemente sviluppate le piante. In certi climi, dove la piovosità è scarsa, il formarsi della crosta superficiale,rendendo impermeabile la superficie del terreno, può compromettere la coltivazione. Lo sminuzzamento delle zolle avviene per opera degli erpici a disco e a denti; i primi vanno sotto il nome di "morgan", molto diffusi nei terreni tenaci, tanto che il termine di erpicatura è stato sostituito da quello di morganatura; tra i secondi predominante è il tyller. L'inumidimento uniforme dello strato lavorato, condizione indispensabile per la migliore utilizzazione da parte delle piante dell'acqua contenuta nel terreno, non può ottenersi con la sola morganatura che frantuma le zolle in superficie, ma deve essere accompagnata dalla tillettatura che sgretola le zolle anche in profondità. Se dopo l'aratura, il terreno smosso non presenta zolle troppo grandi e compatte, è preferibile erpicare solo con il tyller che tende a sollevare e ad areare il terreno diversamente dal morgan che tende a comprimere. 155 CONCLUSIONI FINALI I costi ed i benefici degli interventi descritti vanno valutati caso per caso:certamente parte di questi lavori, come le protezioni dei discendenti e quelli d'ingegneria naturalistica non danno reddito ma servono a preservare la stabilità dei suoli ed a ridurre i danni alluvionali. Tali lavori possono essere realizzati da volontari cassaintegrati o disoccupati che dovranno percepire i sussidi stabiliti dalle leggi e da carcerati volontari con le dovute cautele. I lavori di terrazzamento e di rimboschimento non producono benefici immediati, ma servono a stabilizzare il suolo, ad abbellire il paesaggio ed a gratificare chi li esegue sotto la sorveglianza di esperti qualificati. In quest'epoca in cui molti lavori si estrinsecano nell'ambito della realtà virtuale, è importante operare in una realtà fisica per riparare e ricostruire muretti a secco, per riempirli di terra e riformare stretti terrazzi lavorabili con attrezzi manuali e produrre generi alimentari. In alcune insenature delle coste liguri, come nelle coste calabresi di fronte alla Sicilia, fino a pochi anni fa si scorgevano i terrazzamenti su pareti quasi a picco sul mare, costruiti con ogni probabilità all'indomani della 156 caduta dell'Impero Romano per difendersi dalle incursioni dei Saraceni. I costi per ricostruire questi terrazzi e per coltivarli non vanno considerati dal punto di vista economico ma sociale e di abbellimento del paesaggio. Le opere di difesa del suolo dalle erosioni, dalle frane, dalle alluvioni come i lavori di sistemazione delle unità di coltivazione per il drenaggio dei campi coltivati, aumentano la fertilità e la produttività dei terreni nel breve e nel lungo periodo non in quantità tale da ripagarne i notevoli costi aggiuntivi, rispetto ai costi per le lavorazioni normali. In certe circostanze, come nei terreni collinari, le opere che riducono o eliminano le erosioni, come i terrazzamenti, riducono la superficie coltivabile a parità di superficie; tuttavia oltre a mantenere lo strato superficiale umifero del suolo coltivato, impediscono,o almeno riducono in maniera incisiva, i danni causabili dalle alluvioni, danni che possono provocare la distruzione di edifici e manufatti. Alcune di queste opere come le casse di espansione, i fossi scolmatori, ecc., debbono essere realizzati da organismi periferici come i consorzi di bonifica, i distretti rurali, altre dalle autorità di bacino, come i grandi bacini di espansione per evitare lo straripamento e la rottura degli stessi argini a valle dei fiumi vanno 157 realizzate a spese dello Stato; altre infine come la rete dei fossi, i terrazzamenti, i piccoli laghi artificiali, vanno incentivati con i contributi in parte dello Stato, tramite le regioni, ed in parte della Comunità Europea. Ad esempio, i fondi strutturali CEE che non si riescono a spendere, dovranno essere spesi attraverso progetti tipo facilmente adattabili alle diverse aree che maggiormente necessitano di opere di difesa del suolo e di drenaggio. Riconfermo l' auspicio che la R.A.I. e le televisioni nazionali e locali informino l' opinione pubblica, anche con programmi in eurovisione e mondovisione 158